Mario Boyè

4cbea82ff0b8f03cfb302cfa3e6033b1.gifNella decade degli anni ‘40 c’è un nome che fa da sinonimo a “pericolo per tutti i portieri avversari”. Questo nome è presente nei canti che partivano dalle tribune della tifoseria Xeneize: Mario Boyé. I più vecchi ricordano sicuramente la canzone che faceva: “Yo te daré, te daré niña hermosa, te daré una cosa, una cosa que empieza con B… Boyé”. Con questa musica la tifoseria omaggiava, partita dopo partita, un uomo il quale faceva si che, con le sue giocate, si rischiasse di rimanere senza voce, tanto erano fantastiche. Grazie alle sue costanti prestazioni Mario Boyé, soprannominato el Atómico, si trasformó in un simbolo di quegli anni dorati del Boca e del fútbol argentino. Nei primi anni ‘40 il Boca non aveva un goleador del tipo di Domingo Tarascone e Francisco Varallo, delanteros fenomenali nella decade del ‘20 e del ‘30. Il cosiddetto “salvatore della patria” arrivò, però, nel torneo del 1941, quando Mario Boyé debuttó in Primera, dopo essere stato nelle divisioni inferiori del club. Quella partita si disputò l’ 8 giugno ed il Boca perse contro l’Independiente per 2 a 1. Il suo primo gol però non tardò molto, infatti arrivò la domenica seguente quando, nella partita contro il Lanus, a quattro minuti dall’inizio Boyè riceve per vie centrali un pallone che scaraventa con un derechazo alle spalle del portiere. Fu il suo primo incontro con la rete avversaria… il primo di molti altri! Da lì le cose per il giovane Mario cominciarono ad andare sempre meglio ed attraverso i suoi gol iniziò anche a farsi volere sempre più bene dalla gente. Ma il farsi voler bene si tramutò ben presto in una passione sfrenata verso di lui da parte dell’hinchada. I suoi frequenti gol fecero si che il Boca riuscì a conquistare il primo posto nella stagione 1943 e 1944. Quando tornò in Argentina vestì la camiseta del Racing per ben quattro stagioni e, dopo un breve passaggio all’Huracán, tornò a casa sua, nella sua patria xeneize.Nel 1955, quando era quasi al tramonto della sua carriera, il Boca giocò un’amichevole contro il River nello Stadio Centenario di Montevideo. Nel primo tempo Boyé segnò un gol al grande Amadeo Raùl Carrizo ed il portiere riverplatense gli disse che quello era il primo gol che gli faceva in tutta la sua carriera. “Questo è il primo, ma entro il secondo tempo faccio festa, perché te ne segno altri due”, disse Boyé. Carrizo rispose scommettendo un whisky che non gli avrebbe segnato un altro gol. L’Atómico accettó. Alla fine della partita volete sapere chi si bevve il whisky? Naturalmente Boyè, forte dei tre gol segnati!. Nella sua carriera nel Boca, Mario Boyé disputò 208 partite, segnò 112 gol e fece la Vuelta Olímpica in due occasioni, nel 1943 e nel 1944. L’anno seguente, quando finì la Seconda Guerra Mondiale e la bomba atomica stava sulla bocca di tutti, alcune ingegnose persone lo battezzarono come el Atómico, per via della sua potenza offensiva. Nel 1949 abbandonò il club che più di tutti amava per emigrare in Italia e giocare nel Genoa dove però rimase per poco tempo.

42cfaaaaa6602fd4ec35297e652c3cc2.png

Mario Boyèultima modifica: 2008-06-16T13:49:54+02:00da elpochoesdeboca
Reposta per primo quest’articolo