Francisco Varallo

dba0aece3a2a6fb158850e6a857fa977.jpgE’ stato il massimo goleador della storia del Boca Juniors nella Era Professionale con 180 gol per quasi una vita (recentemente superato solo da Palermo) ed è l’unico sopravvissuto alla prima finale Mondiale, quella in Uruguay, nel 1930. A 98 anni, don Pancho, come viene chiamato, continua a vivere di fútbol con la stessa passione che aveva all’epoca in cui portava pantaloncini e camiseta. Nella scura notte del 2 dicembre del 1939 lo stadio del Chacarita Juniors fu testimone del tramonto di un grande: quel giorno il Boca affrontò il Ferro Carril Oeste e Pancho Varallo, a soli 29 anni, si ritirò dall’attività di calciatore. Una dolorosa lesione del menisco, che all’epoca era praticamente incurabile, fu la causa del suo ritiro e da li in poi l’hinchada xeneizes non avrebbe più potuto ammirare le sue immense gesta. In questo triste giorno si ritirava un giocatore, però nasceva la leggenda. Una leggenda che narrava delle sue potenti conclusioni a rete, che erano il peggior veleno per i portieri della decade del ‘30. Francisco Varallo nacque a La Plata il 5 febbraio del 1910 e, da molto giovane, comincio il suo romanzo con la pelota, in un piccolo club chiamato “12 de Octubre”, lo stesso club nel quale giocarono sia suo padre che alcuni zii. Quando quella dimensione di club cominciava ad essere troppo stretta per le ambizioni del giovane Varallo, il Gimnasia y Esgrima de la Plata lo acquistò, per schierarlo nelle sue fila ed, a soli 18 anni, debuttò in Primera. Nel 1929 fu Campione con il club platense nella Liga Amateur ed, un anno più tardi, viaggiò con la Selección Argentina in Uruguay per disputare il primo Campionato Mondiale della storia. La squadra nazionale lottò per arrivare fino alla finale, che doveva disputarsi allo stadio Centenario contro i padroni di casa. Il giorno precedente all’incontro, Pancho fu visitato da un medico uruguayano, il dottor Campistegui a causa di un forte dolore. Il medico consigliò a Varallo di non giocare la partita, però la delegazione argentina non si fidò della diagnosi di Campistegui ed il centrodelantero fece parte degli 11 titolari. A 15 minuti del primo tempo Pancho poteva appena correre per i dolori che aveva, però non poteva essere sostituito perché a quei tempi non esistevano ancora le sostituzioni. L’ Argentina perse per 4 a 2 e, 70 anni più tardi, Varallo conserva un amaro ricordo: “Ci batterono, è vero, ma noi eravamo superiori e giocammo meglio. Questa finale l’avevamo quasi vinta, ci è scappata di mano per poco. Tutt’ora tengo molta rabbia”, dichiarò anno fa. Con l’arrivo del calcio professionistico nel 1931, si concretizzò il passaggio di Varallo al Boca Juniors per un’altissima somma di denaro, per i tempi che correvano. L’aspettativa del popolo boquense era immensa e Varallo non deluse: alla fine dell’anno il Boca si laureò primo Campione dell’era professionale e Cañoncito – come si incominciava a soprannominare Varallo – fu il massimo goleador della squadra xeneize con 27 realizzazioni. A partire da quel momento la carriera sportiva del delantero andrà ad aumentare vertiginosamente. Nel 1933 risultò goleador del torneo, e nel 1934 e 1935 il Boca Juniors, anche grazie ad i gol di Varallo, diventò campione per 2 anni consecutivi. Il resto della decade del ‘30 proseguì da testimone dei continui gol del Pancho, fino a che, nella tragica notte del 1939, il suo fisico disse “basta”. I gol realizzati nella sua carriera sono una delle cose più invidiate per qualunque giocatore ha vestito e vestirà la casaca azul y oro: con 180 gol in 209 partite è il secondo realizzatore nella storia del Boca Juniors (ma primo in quando a media gol/partite), insomma, un Eroe con la “e” maiuscola.
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Francisco Varalloultima modifica: 2008-06-16T13:55:00+02:00da elpochoesdeboca
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