Stefano Borghi: Intervista esclusiva per PBJ

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Intervista, in esclusiva per Passione Boca Juniors, a Stefano Borghi, famoso ed apprezzato telecronista di molte partite del Campionato Argentino per SportItalia.
Ci parli del calcio Sudamericano? Che differenze noti rispetto a quello Europeo? Io a volte dico che il calcio sudamericano, e quello argentino in particolare, mi ricordano il calcio italiano degli anni 80: sicuramente è meno evoluto di quello europeo, soprattutto sul piano tattico, però ha in più oltre ad un livello tecnico paragonabile, se non addirittura più alto, un grado di emozionalità superiore. Lo trovo più viscerale nelle sue rivalità e nella sua configurazione, a volte anche più naif, però è senza dubbio molto molto godibile.

Da più parti Boca – River alla Bombonera è considerata “LA partita”, soprattutto per lo spettacolo offerto dalle Hinchadas. Ti trovi d’accordo oppure, secondo te, alla pari del “superclasico” ci sono altre partite ad alto contenuto di spettacolo? E se si, quali? Anch’io credo che il Superclasico sia “LA partita”, perchè condensa tutto quello che significa una rivalità totale: in pratica è come prendere le caratteristiche primarie di tutti i derby del Mondo, unirle e creare un Superevento, Boca-River appunto. Poi ci sono ovviamente altri grandissimi derby, mi viene in mente quello di Glasgow che addirittura si fonda su differenze religiose, però il Superclasico è unico.

Dove ha conosciuto così accuratamente il calcio Argentino? E’una passione che ho sviluppato da tempo, fin da piccolo mi sono appassionato ai grandi nomi e alle grandi storie del calcio argentino, poi negli anni ho avuto modo di approfondirle grazie anche al confronto con grandi conoscitori e oggi ho addirittura la fortuna di poterci lavorare.

Domanda da risposta secca: Bombonera o Monumental? Bombonera, senza dubbio. E’uno degli stadi più emozionanti del Mondo, direi paragonabile solo ad Anfield Road. Il Monumental è un grande stadio, ma io preferisco gli impianti di media grandezza e con le tribune a contatto del campo, per questo, ad esempio, in Italia il mio stadio preferito è Marassi.

Chi credi che siano i migliori talenti che possano emergere in Argentina? E nel Boca? Una delle cose più belle del calcio argentino è che i talenti escono a ciclo continuo, oggi come oggi se devo fare un nome dico Eduardo Salvio del Lanus, mi ricorda, come dimansione del talento rispetto alla media, il primo Aguero che si rivelò nell’Independiente. Ma ci sono tantissimi nomi per l’Europa, e mi sembra che negli ultimissimi mesi si stiano segnalando anche dei difensori, su tutti Forlìn, ma segnatevi il nome di Otamendi del Velez…del Boca Juniors mi piace molto Mouche, credo che sia il più “europeizzabile” di tutti gli attaccanti usciti negli ultimi tempi. E anche Muñoz, se limita un po’la sua ruvidità, può diventare veramente un centrale top-level, perchè a 18 anni gioca con una personalità impressionante.

Ti sei avvicinato così tanto al calcio Argentino per questioni lavorative (richiesta da sportitalia), o comunque ne eri già appassionato in precedenza? Come dicevo prima la passione del calcio argentino ce l’ho da diverso tempo, quando poi sono andato a lavorare a Sportitalia ho cercato subito di inserirmi nelle dinamiche della gestione del calcio sudamericano e, grazie soprattutto al “Maestro” Massimo Callegari, ho approfondito enormemente la mia conoscenza.

Cosa ne pensi dell’autoesclusione di Riquelme dalla Nazionale Argentina? Credo sia stata una decisione inevitabile: ho scritto un pezzo a proposito, dicendo che non solo due numeri 10 non possono convivere, ma non possono sicuramente farlo due totalizzatori come Romàn e Maradona. Oltretutto per il carattere che ha Riquelme non c’era da aspettarsi niente di diverso. Piuttosto devo dire sono rimasto stupito, direi quasi shockato, dalla reazione della Bombonera di totale sostegno a Riquelme e di accusa verso Maradona, non me lo sarei mai aspettato.

Le società finanziarie, che spesso detengono parte del cartellino di un giocatore, secondo te, alla lunga possono far del male al calcio Argentino? O sono un bene per le società le quali riescono forse ad ottenere più soldi dalle cessioni? E’un discorso molto spinoso nel quale mi addentro fino a un certo punto perchè io amo parlare ed occuparmi principalmente e direi quasi esclusivamente di campo e di calcio giocato. In ogni caso il calcio argentino ha il difficile compito di dover vivere sulle esportazioni ma allo stesso tempo di dovre soddisfare le esigenze di tifoserie molto orgogliose, percui, anche per il tessuto commerciale e burocratico del Sudamerica, è normale che si inseriscano in queste dinamiche figure di intermediazione. Io credo che non sia un bene, però è forse un male necessario.

Cosa ne pensi della possibilità di tornare al campionato unico “stile europeo”: avrà ripercussioni sull’appeal e sullo spettacolo del campionato Argentino, oppure aiuterà a “livellarsi” con il calcio Europeo? Io personalmente sono contro, perchè adoro la formula con i due tornei corti, la trovo di una spettacolarità unica, perfettamente adatta al calcio argentino. Credo che l’Argentina non debba pensare di adattarsi ancora di più all’Europa, ha le sue unicità, vorrei tanto che rimanessero.

Cosa pensi del campionato Argentino in corso? Mi piace, perchè vedo tante outsider che possono ambire ad arrivare in fondo e soprattutto noto che il lavoro dei tecnici è di alto livello. Il Lanus è un progetto fantastico, ma anche squadre come Velez e Newell’s mi piacciono. Io credevo che il San Lorenzo sarebbe partito a razzo, invece per colpa degli infortuni fa fatica, mentre ho l’impressione che il Boca debba ritrovare in fretta la sua famosa “mistica ganadora”, perchè la squadra è indebolita, e il rischio è quello di un semestre modesto. Mentre il River, scusatemi, ma mi piace, sta crescendo e Gorosito sta dando un gioco.

Per quale motivo, secondo te, le tre squadre che hanno disputato il triangolare finale attualmente stentano tremendamente? Le motivazioni sono diverse: nel San Lorenzo la colpa mi sembra degli infortuni, visto che la rosa è probabilmente la migliore d’Argentina e il gioco è collaudato, per quel che mi riguarda è la squadra più forte. Il Tigre credo abbia pagato lo sforzo di tre semestri fatti senza mollare mai un secondo, la squadra è sempre quella, però lo scossone è stato momentaneo e si è già ripreso. Capitolo Boca: come detto secondo me la squadra è indebolita enormemente con la partenza di Datolo, oltretutto Riquelme e Battaglia hanno iniziato la stagione molto sottotono…spero proprio che possa scuotersi in fretta e recuperare brillantezza, ma ho il timore che siamo alla fine di un ciclo. In ogni caso il materiale da cui ripartire c’è eccome.

Pensi che in Sudamerica (in Argentina soprattutto) il “potere” sia in mano ai pochi club con grandi capitali e che siano questi club, con il loro “peso politico”, ad influenzare le istituzioni sportive nelle loro decisioni? Se si, cosa si potrebbe fare per contrastare questo fenomeno? Non mi interessano molto questi discorsi, li trovo ignorabili, in particolare in un mondo calcistico che dimostra ogni volta come sia tutto imprevedibile e portatore di sorprese: nell’ultimo campionato il Tigre è arrivato secondo e il River ultimo…

Anche te, come noi, per avere informazioni sul calcio argentino frequenti i siti internet dei maggiori quotidiani argentini? Oppure hai informatori differenti? Certo, ogni giorno mi faccio la mia rassegna stampa con i quotidiani argentini, brasiliani, e a turno anche dagli altri paesi Sudamericani, in particolare trovo che gli argentini siano davvero apprezzabili. Ogni tanto mi sento e mi confronto anche con amici argentini, però devo dire che la maggior parte delle informazioni le trovo sui siti internet e nel mio archivio.

Parlaci del tuo modo di commentare, peraltro già valido ed efficace, credi di poterti migliorare ancora? Quali telecronisti italiani e argentini ti sembrano i più validi? Ti ispiri a qualche telecronista del presente o del passato nelle tue telecronache? Vi ringrazio, io non saprei definire il mio stile, posso solo dire che quando commento una partita cerco di calarmi totalmente nel contesto e di comunicarlo il più possibile allo spettatore, poi ovviamente penso non solo di potermi migliorare, ma di doverlo fare, e tanto. Non ho veri e propri modelli perchè credo che nel mio lavoro sia fondamentale cercare di crearsi le proprie “unicità” altrimenti si diventa dei doppioni, posso però dire che secondo me i telecronisti calcistici italiani sono i migliori d’Europa, e Massimo Marianella e Massimo Callegari sono indiscutibilmente i due più bravi che abbiamo, percui magari inconsciamente posso aver rubato loro qualcosa. Per quanto rigarda gli argentini, una volta un argentino mi ha detto che gli ricordavo il mitico Joaquin Carballo Serantes detto “Fioravanti”, un complimento enorme visto che da quelle parti è considerato il miglior radiocronista di sempre.

I club e il tifo organizzato. Se in Italia, soprattutto negli ultimi anni, c’è stata una rivoluzione dal punto di vista dei “legami” tra la società ed il tifo organizzato, con i club che hanno pubblicamente “preso le distanze” dai gruppi organizzati, in Argentina si vive l’opposto. I gruppi organizzati ( e tutti i tifosi/soci in genere) hanno un ruolo attivo all’interno del club, partecipano attivamente e sono sempre coinvolti nei processi decisionali. Pensi che sia solo una strategia di “Marketing societario” oppure effettivamente, in Argentina più che in Italia, si è capita finalmente la grande importanza dei tifosi per la società? Purtroppo credo di poter dire che è un sistema che in Argentina ha dimostrato di avere due facce drammaticamente differenti: da una parte è bellissimo il sistema dei soci, perchè lascia alla gente una forte voce in capitolo che in altri paesi, penso soprattutto all’Italia, non esiste, però poi può succedere, vedi quanto accade al River ma anche nel recente passato al Racing e al Newell’s, che le barrabravas vadano a ricattare le società e si cada in una terribile spirale di violenza. E’la fotografia dell’ambivaleza di questo calcio e di questa zona del Mondo: tutto sembra essere in un modo e in realtà va nell’altro, tutto può succedere e nulla è scritto o prevedibile, se la vedete, come faccio io, dal punto di vista prettamente calcistico e sportivo, potete divertirvi molto.

Un grazie sincero dallo Staff di PBJ e dai suoi lettori a Stefano per il tempo che ci ha regalato, con la speranza che ci continui a leggere, come tutti noi ascoltiamo lui e le sue spettacolari telecronache quando gioca il Boca (e non solo). GRAZIE STEFANO!
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Stefano Borghi: Intervista esclusiva per PBJultima modifica: 2009-03-23T18:11:00+00:00da elpochoesdeboca
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Un pensiero su “Stefano Borghi: Intervista esclusiva per PBJ

  1. Mitico stefano!Devo dire che io seguo sempre il campionato argentino su sportitalia e con l’addio di callegari lo scorso anno mi sono sentito un pò spaesato. Ma ora la tua presenza conforta e mi fa vivere le emozioni nello stesso modo di quelche anno fa. Per ricordare anche callegari (nella speranza che mediaset lo renda presto telecronista principe) volevo ricordare due sue frasi simbolo: “la bombonera trema davvero”… “Alla bombonera non è mai finita finchè…. non è finita” DALE BOQUITA!

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